Violenza al C.T.O.: infermiera circondata, minacciata e sputata in viso dai familiari di una paziente.

Borrelli: “Non la devono passare liscia. Sempre più aggressioni, servono presidi di polizia in tutte le strutture e attività di prevenzione.”

Aumentano sempre più le aggressioni a danno del personale sanitario. Da inizio anno sono 75 le violenze totali nelle zone dei distretti Asl di Napoli 1 e Napoli 2.

L’ultima è avvenuta nel pronto soccorso del C.T.O. Ne dà notizia l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”:

“Ci giunge segnalazione che da poco si è conclusa una violenta aggressione nei locali del pronto soccorso. Da quanto ci viene riferito una infermiera è stata circondata da 10 parenti di una paziente i quali pretendevano accertamenti diagnostici rapidi per la loro congiunta.

L’infermiera cerca di far ragionare i parenti inferociti, ma senza risultato, si avvicina allora il marito della signora che sputa in faccia all’infermiera e aggredisce la guardia giurata addirittura sfondando la porta del codice giallo (foto reale).

Addirittura un’altra infermiera, presa dal panico, voleva scappare dalla finestra mettendo a repentaglio la sua vita.

Naturalmente sono state allertate le forze dell’ordine ed i carabinieri sono giunti dopo poco identificando i responsabili”.

“Chiediamo che i protagonisti di questa barbara ed ingiustificata violenza vengano tutti adeguatamente puniti. All’infermiera va la nostra piena solidarietà.” – dichiara il deputato dell’alleanza Verdi-sinistra Francesco Emilio Borrelli – “Lo ripetiamo urlando: urgono presidi fissi di polizia o militari in tutte le strutture più importanti, dato che lì dove presenti le aggressioni sono diminuite.  Noi avevamo proposto anche un’altra soluzione: l’istituzione obbligatoria di un apposito registro delle mancate aggressioni dove devono essere registrati tutti gli episodi di tentata violenza commessi ai danni degli operatori sanitari nell’esercizio delle loro funzioni, nonché gli eventi sentinella che possano dare luogo a fatti commessi con minacce e violenza. Insomma serve prevenzione, attività di monitoraggio, maggiore sicurezza e pene più aspre dato che i violenti quasi sempre se la cavano con poco.”

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