Proposta di legge di Borrelli contro la diffusione di video dalle carceri dopo l’episodio del 17enne autore della sparatoria a Sant’Anastasia:

“In rispetto delle vittime e del regime carcerario, questo fenomeno va fermato.  Le vittime piangono e loro ridono e minacciano le persone sui social.”

In merito alla deriva e alla propaganda criminale che viaggia sui social network, in particolare sulla piattaforma Tik Tok, il deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli è intervenuto in Parlamento facendo specifico riferimento al caso del 17enne autore, assieme all’amico 19enne, della sparatoria di Sant’Anastasia, in cui era rimasta ferita alla testa una bambina di 11 anni e con il padre e la madre colpiti dai proiettili vaganti, i cui parenti hanno diffuso sui social delle immagini prese da un colloquio video dal carcere minorile di Nisida:

video: https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/videos/1318408265435469


“E’ inaccettabile che le vittime debbano assistere a certe scene, che siano obbligate a vedere i volti sorridenti dei loro carnefici che si fanno beffe delle Autorità, della magistratura, delle leggi, della vita umana, e delle regole carcerarie. Troppe volte sono state diffuse in rete le immagini estrapolate da video-colloqui o addirittura dirette social o messaggi direttamente dalle celle, come in questo caso, con i familiari dal carcere, cosa vietata, con l’intento di fare propaganda criminale mentre le vittime di questi criminali vengono minacciate o derise o comunque sono costrette a soffrire. Riteniamo che Il Ministro della Giustizia debba essere pienamente cosciente di tale fenomeno e che si intervenga opportunamente a livello legislativo per fermare tutto ciò, sia in rispetto delle vittime che del regime carcerario. Noi siamo pronti a fare la nostra parte.”


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