Ospedale San Paolo, energumeno lancia barella contro medico del p.s.  Borrelli: “Tante promesse del Governo, poche mantenute.  Più presidi e istituzione del registro delle mancate aggressioni per fare prevenzione.”

Non è più una novità, da tempo, la violenza all’interno delle strutture sanitarie.

A Napoli è avvenuta l’ennesima aggressione all’interno di un nosocomio, la numero 44 del 2023 nel distretto dell’Asl Napoli 1 e la 66esima considerando le aggressioni totali tra Napoli 1 e Napoli 2 da inizio anno.

Stavolta l’episodio increscioso si è verificato nell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta come denuncia sui propri canali social l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”:

“Una giornata di ordinaria follia al San Paolo di Napoli, mentre l’attività ordinaria prosegue, alle 14:30 improvvisamente le porte del pronto soccorso si aprono ed un energumeno urla :’dove c***o è il medico?!?!’ E contestualmente lancia una barella verso il medico di turno mancandolo per pochissimo!

La persona pretendeva cure IMMEDIATE per il figlio con una sospetta frattura di polso, quest’ultimo intanto, con il polso sano, ha preso a pugni e schiaffi una guardia giurata.

Tra i pazienti presenti c’era una signora che ha avuto un attacco di panico.

Naturalmente sono state allertate le forze dell’ordine che hanno espletato le procedure d’ufficio.”.

“Il problema è sempre stato sottovalutato nonostante le tantissime denunce, anche nostre, e così i casi sono aumentati di giorno in giorno. “- commenta il deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli –  “ Il Governo ha fatto tante promesse per fermare questa emorragia  di violenza ma solo in piccolissima parte sono state mantenute.  Urgono presidi fissi di polizia o militari in tutte le strutture più importanti, dato che lì dove presenti le aggressioni sono diminuite.  Noi avevamo proposto anche un’altra soluzione: l’istituzione obbligatoria di un apposito registro delle mancate aggressioni dove devono essere registrati tutti gli episodi di tentata violenza commessi ai danni degli operatori sanitari nell’esercizio delle loro funzioni, nonché gli eventi sentinella che possano dare luogo a fatti commessi con minacce e violenza. Insomma serve prevenzione, attività di monitoraggio, maggiore sicurezza e pene più aspre dato che i violenti quasi sempre se la cavano con poco.”

Condividi:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn