Non è un paese per bambini: a Napoli le aree giochi cadono a pezzi tra incuria ed inciviltà. Nella Villa Comunale le giostrine vengono “rubate” ai piccoli ed utilizzate come attrezzi da palestra.

Borrelli: “problema che nessuno vuole affrontare eppure noi una soluzione l’abbiamo data.”

Se il futuro è dei bambini ma a questi, a Napoli soprattutto, vengono concessi sempre meno spazi, con quelli esistenti che sono uno scenario di degrado ed abbandono, che futuro potrà mai essere?

Ritornando al presente, da dove il discorso parte, le aree giochi nei parchi pubblici cittadini versano in condizioni sempre più preoccupanti dove la dignità è soltanto un lontano ricordo, proprio come il verde che nei parchi dovrebbe essere presente, e il decoro cade a pezzi, allo stesso modo di quei superstiti delle giostrine che ancora restano, si fa per dire, a disposizione dei più piccoli.

Un mix di incuria, cattiva amministrazione, inciviltà, vandalismo e menefreghismo. Un veleno che non lascia scampo perché anche lì dove qualche giostrina è presente, finisce poi nelle mani di chi ai più piccoli non pensa. Come nella Villa Comunale di Napoli dove le altalene vengono utilizzate per fare esercizi di fitness come se si stesse in una palestra privata. Lo si vede in un filmato che diversi utenti hanno segnalato al deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

video: https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/videos/200205223089096


“Dal Vomero, nel Parco Mascagna, a Piazza Nazionale e al centro storico, passando per il Virgiliano e Bagnoli, per non parlare dei parchi pubblici in periferia, il degrado delle aree giochi per bambini è allucinate. Giostrine rotte, cadenti, pericolanti ed anche pericolose, sporcizia ovunque, in alcuni casi, come a Santa Chiara, quegli spazi sono diventati accampamenti per clochard. Quante segnalazioni abbiamo fatto, quante richieste di intervento abbiamo sollecitato. La situazione resta la stessa, spesso peggiora”- dichiara Borrelli- “lì dove finiscono le colpe dell’amministrazione cittadina cominciano quelle degli altri, degli incivili, dei vandali, per  chi non rispetta quei luoghi. I confini tra le due realtà, però, non appaiono netti ma molto sfumati.

E’ possibile che gli spazi ed il destino dei più piccoli sia qualcosa che non interessi a nessuno o un problema la cui soluzione è da procrastinare all’infinito? Non ci stiamo, si sta davvero esagerando, non è possibile proseguire su questa strada. Noi una possibile soluzione nei casi più complessa l’abbiamo data: dare le aree giochi in affidamento a privati, enti o associazioni che, in cambio della gestione di una buvette, devono prendersi cura delle giostrine e provvedere a regolamentare e chiudere l’accesso in determinati orari.”

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