L’impossibilità per i disabili di muoversi liberamente a Napoli anche nei pressi degli ospedali. Inciviltà e sosta selvaggia oscurano stalli gialli e impediscono l’utilizzo delle rampe.

Borrelli in giro con una cittadina disabile al centro di Napoli per denunciare i disagi e la strafottenza di troppe persone: “ Non saremo mai una società civile finché non si tuteleranno i diritti di queste persone.”

Per le persone a mobilità ridotta andare avanti è sempre più difficile. In tutti i sensi.

Se già l’ingombrante presenza di barriere architettoniche in città denota una poca attenzione ai diritti e alle problematiche dei diversamente abili, l’inciviltà dilagante, come la sosta selvaggia che occupa abusivamente gli stalli gialli e le rampe per le carrozzelle, dà un’ulteriore mazzata al morale di coloro che sono costretti a muoversi su sedie a rotelle e carrozzine.

A Ponticelli, all’esterno dell’ospedale Villa Betania, l’ultimo episodio denunciato. Una donna che accompagna una persona in carrozzina è stata costretta ad interrompere il proprio percorso sul marciapiede per delle auto che ostacolavano l’accesso alle rampe e addirittura occupavano completamente il marciapiede. La situazione è stata documentata da un cittadino che ha mostrato il filmato realizzato al deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/videos/1034758360855923

Lo stesso Borrelli assieme ad una cittadina diversamente abile, ha documentato ciò che avviene al C.so Vittorio Emanuele, nei prezzi della stazione Cumana, dove scivoli per carrozzine e stalli per disabili sono perennemente occupati impropriamente ed anche in modo arrogante.

video: https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/videos/982045516398810/

“Le persone disabili sono come invisibili ed una parte della città si mostra, nei loro confronti, indifferente, strafottente e, a tratti, crudele” – commenta Borrelli- “Noi portiamo avanti questa battaglia di civiltà per tutelare i diritti dei più deboli, vittime di soprusi, ingiustizie e cattiverie, in pratica, possiamo dirlo, da sempre. Oggi, seppur è aumentato di gran lunga il numero di segnalanti e di denuncianti e di persone che si ribellano al sistema incivile, ancora sin troppo diffuso e radicato è il fenomeno.  Serve una rivoluzione culturale ma anche giuridica. Finché i disabili verranno ostacolati nella loro quotidianità, non potremmo definirci una società civile.”

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