Ennesima videochiamata live tra due detenuti. Lui “El Guzman” da Poggioreale, lei dal carcere femminile: “Se Borrelli guarda sai come va in freva”.

Il deputato AVS: “Continua sfida allo Stato. Serve schermatura delle carceri”.

Usano i social network per esaltare ed omaggiare la vita criminale ed i suoi miti ai quali “rubano” i nomi per assegnarli ai propri profili. Ma la vera sfida alle Istituzioni, da parte di certi soggetti, è fare videochiamate dal carcere o delle dirette da diffondere poi sui social. Cose del tutto vietate.

E’ il caso de “El Guzman”(chiaro riferimento al signore della droga messicano Joaquín “El CHapo” Guzmán  a capo del cartello di Sinaloa), nome utente di un detenuto del carcere di Poggioreale che in una diretta ha dialogato con una detenuta di un carcere femminile.

video:  https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/videos/1300997350792092

I due hanno parlato, attraverso la videochiamata in diretta, degli argomenti più disparati e soprattutto hanno fatto diversi riferimenti- facendo ricorso anche ad insulti ed epiteti offensivi- al deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli che da diverso tempo denuncia il fenomeno dei video messi in rete e delle dirette social dalle carceri.  “Se vede questa diretta sai come va in freva ( si agita) Borrelli” -si legge in uno dei commenti nella chat. Diversi sono gli utenti che hanno segnalato quest’ultima live allo stesso Borrelli.

“Si credono più forti e più furbi delle Istituzioni, pensando di rimanere per sempre impuniti anche quando violano le regole base del regime carcerario a cui sono sottoposti. Non gli basta, appunto, di essere già rinchiusi in galera, devono continuare ad infrangere le leggi per porsi come anti-Stato” – dichiara il deputato Borrelli- “Non lo tollereremo più .Mi recherò personalmente presso la casa Circondariale di Poggioreale per parlare della questione con il direttore e trovare una soluzione per fermare l’utilizzo improprio dei cellulari che a quanto pare continua indisturbata. E’ un problema che comunque si ripropone di diverse carceri. Noi come soluzione abbiamo proposto la schermatura elettronica. Perché non la si applica?”

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