Da città dai mille colori a carta sporca il passo è breve: la baia di Trentaremi trasformata in un cimitero di reti, pneumatici, canoe ed abiti. Borrelli: “Un’area protetta ed interdetta ridotta a discarica. Le nostre bellezze mai tutelate.”

Napoli è da sempre luogo di forti contrasti, un paradiso abitato da” diavoli”, dove il bello si trova a danzare con il degrado in un ballo alla “dirty dancing” senza soluzione di continuità. Lo diceva anche Pino Daniele quanto questa città dai “mille culure” sia anche “una carta sporca”.

Le meraviglie della città fondata dai Cumani sono uniche così come possono esserlo, talvolta, gli scenari tristi di degrado che rubano il palcoscenico alla bellezza lì dove dovrebbe essere la protagonista assoluta.

Accade, ad esempio, che la Baia di Trentaremi, a Posillipo, facente parte dell’Area Marina Protetta del Parco Sommerso di Gaiola, nonostante si tratti di un’area interdetta, sia invasa, appunto, dal degrado. Lo segnalano diversi cittadini al deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

Un luogo incantevole ora trasformato in cimitero di reti da pesca, copertoni, vecchia attrezzatura subacquea, canoe ed anche una discarica di abiti dismessi. In parte si tratta di rifiuti portati dalle mareggiate in altra parte sono frutto della presenza di soggetti che abusivamente vanno sul sito.

“Fa parte di un’area potrebbe e dovrebbe essere quindi un luogo incontaminato difeso dal degrado, dagli scempi e dall’inciviltà ed invece avviene tutt’altro. “- commenta Borrelli- “Abbiamo segnalato questa disdicevole situazione. Soprattutto occorrono controlli e vigilanza. Una tale bellezza non può essere ridotta ad una discarica.”

video: https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/videos/6806371886039478/

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