Arrestato in Grecia un colletto bianco al servizio del clan Contini dopo 11 anni di latitanza.

Borrelli: “È quella zona grigia che ha reso la camorra più forte e senza confini. Necessario un adeguamento della giurisprudenza italiana per combattere il fenomeno.”

Era uccel di bosco da ben 11 anni. E’ stato bloccato dai carabinieri e dalle forze di polizia greche mentre guidava il suo scooter nell’isola di Corfù dove si era rifugiato per sfuggire alla legge.

Le ricerche su Vincenzo la Porta, 60 anni, ritenuto essere il promotore di un’organizzazione criminale specializzata in sistematica evasione fiscale, frode fiscale e truffe ai danni di fornitori esteri al servizio del clan Contini, componente dell’Alleanza Di Secondigliano, si sono concentrate in Grecia quando è stata ritrovata una sua foto scattate durante i festeggiamenti per lo scudetto del Napoli all’esterno di un ristorante.

La Porta è stato condannato a una pena di 14 anni e 4 mesi di reclusione, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli. Attualmente, è rinchiuso in un carcere greco in attesa del processo di estradizione.

“Ora in Italia la giustizia dovrà fare il suo corso. Speriamo.”- dichiara il deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli -”La schiera dei colletti bianchi al servizio dei clan è ciò che rende la camorra più forte ed in grado di operare anche al di fuori dei propri confini territoriali e ha consentito il passaggio da criminalità urbana, regolata e codificata, ad holding criminale . E’ chiara quindi la necessità della giurisprudenza italiana e della magistratura di intervenire su questa estesissima zona grigia, i cui confini non sono ben delineati ma fortemente sfumati, per colpire duramente la criminalità organizzata.”

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