Aggressioni negli ospedali napoletani: vertice in Prefettura. Borrelli: “Casi aumentati per le promesse non mantenute.  Servono prevenzione, monitoraggio, presidi e pene più dure.”

Nonostante le promesse del Governo sull’impegno ad affrontare l’emergenza, le aggressioni a danno degli operatori sanitari delle strutture ospedaliere del territorio napoletano continuano a moltiplicarsi e si è registrato un aumento di casi nell’anno in corso rispetto al 2022.

Secondo i dati dell’osservatorio realizzato dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate” , sono in totale 62 le aggressioni totali contate quest’anno tra Asl Napoli 1 e Asl Napoli 2.

Per affrontare  la questione, il presidente dell’Ordine dei medici di Napoli e provincia Bruno Zuccarelli ha incontrato il Prefetto di Napoli Claudio Palomba e il Generale Antonio De Vita, Comandante interregionale dei carabinieri Ogaden.

Come racconta Il Mattino, Il leader dei medici ha chiesto di monitorare l’adozione delle misure di sicurezza passiva nelle prime linee degli ospedali (porte blindate, vetri infrangibili ,telecamere) di rendere capillari presidi di polizia negli ospedali più colpiti e di attuare turni di 24 ore in quelli che già ne sono dotati. Il delegato di governo dal canto suo ha annunciato di voler allestire per ciascuna struttura una scheda riassuntiva con le misure attuate e quelle da attuare per la messa in sicurezza dei pronto soccorso. Sul tavolo anche il nodo delle bodycam, un deterrente solo annunciato dalla Asl Napoli uno, che tarda a decollare per difficoltà di budget.

“E’ un allarme che noi lanciamo da anni eppure il problema è sempre stato sottovalutato con il conseguente aumento drammatico di episodi di violenza. “- commenta il deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli-  “ Body-cam, porte blindate, videocamere, etc.. si smetta di parlare e si faccia qualcosa di concreto ed anche velocemente. Soprattutto si prevedano presidi fissi di polizia o militari in tutte le strutture più importanti, come era stato promesso, dato che lì dove presenti le aggressioni sono diminuite.  Noi avevamo proposto anche un’altra soluzione: l’istituzione obbligatoria di un apposito registro delle mancate aggressioni dove devono essere registrati tutti gli episodi di tentata violenza commessi ai danni degli operatori sanitari nell’esercizio delle loro funzioni, nonché gli eventi sentinella che possano dare luogo a fatti commessi con minacce e violenza. Insomma serve prevenzione, attività di monitoraggio, maggiore sicurezza e pene più aspre dato che i violenti quasi sempre se la cavano con poco.”

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